Normative in vigore

Garantire aria pulita è fondamentale non solo per noi, ma anche poichè incide sulla qualità dell’ambiente di lavoro, ed è anche un obbligo di legge. Di seguito si riportano i principali riferimenti normativi in ambito di qualità degli ambienti per lavoratori e clienti.

Dal rapporto IPSOS è emerso che

“La qualità della vita sul lavoro è composta da una combinazione variabile di ambiente lavorativo, apprezzamento ed emozioni”.

Decreto legislativo 81/2008 - Sicurezza sul luogo di lavoro

Il  D. Lgs. 81/08, testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, spiega che è necessario sottoporre a periodica manutenzione, pulizia e sanificazione gli impianti di condizionamento ed eliminare qualsiasi sedimento o sporcizia che possano inquinare l’aria respirata. È quindi indispensabile programmare, anche preventivamente, la manutenzione e la pulizia dei canali dell’aria.

La manutenzione e la pulizia degli impianti aeraulici – e più in generale degli impianti per il trattamento dell’aria – sono attività di fondamentale importanza per garantire la perfetta efficienza del sistema, offrendo la possibilità di usufruire di aria pulita e di ridurre i futuri costi di gestione.

Il rischio biologico negli impianti aria è dato da

  • microrganismi (funghi, batteri, virus, parassiti, protozoi), allergeni indoor (acari della polvere, allergeni di derivazione vegetale e animale) e muffe.
    I rischi per la salute associati alla presenza dei contaminanti biologici sono classificabili in tre tipologie: infettivo, tossico e allergico
  • La presenza nell’aria indoor di agenti microbiologici rappresenta una fonte potenziale di trasmissione di importanti  malattie infettive : influenza, legionellosi,polmonite morbillo,etc
  • Nell’aria indoor possiamo trovare i seguenti microrganismi:
  • batteri di origine ambientale, virus: una delle e cause più comuni di malattie infettive, per le loro caratteristiche di elevata contagiosità e resistenza ambientale
  •  muffe
Articolo 63 del D.Lgs. 81/2008

1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV.

2. I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili.

3. L’obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, gli ascensori e le relative pulsantiere, le scale e gli accessi alle medesime, le docce, i gabinetti ed i posi di lavoro utilizzati da lavoratori disabili.

4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misure idonee a consentire la mobilità e l’utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale.

5. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti di cui al comma 1 il datore di lavoro, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e previa autorizzazione dell’organo di vigilanza territorialmente competente, adotta le misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente.

Articolo 64 del D. Lgs 81/2008

1. Il datore di lavoro provvede affinchè:

a) i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti di cui all‘articolo 63, commi 1, 2 e 3;

b) le vie di circolazione interne o all’aperto che conducono a uscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne l’utilizzazione in ogni evenienza;

c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;

d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate;

e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o all’eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al controllo del loro funzionamento.

Allegato IV - D. Lgs 81/2008

L’allegato IV del D. Lgs 81/2008 – codice unico sulla sicurezza al comma 1.9 parla del microclima. Di seguito l’articolo completo:

1.9 Microclima

1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi

1.9.1.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi
fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta
con impianti di areazione.
1.9.1.2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni
eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per
salvaguardare la salute dei lavoratori.
1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono
funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa.
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1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e
sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.
1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei
lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.

 

Accordo Stato-Regioni del 07.02.2013

Il 7 febbraio 2013 l’accordo Stato-Regioni ha introdotto una procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria.

Altre risorse utili

Si segnalano altre risorse utili sui siti ufficiali di A.I.I.S.A. e N.A.D.C.A.

– A.I.I.S.A.

– N.A.D.C.A.

come eseguire una bonifica degli impianti 

 

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